L’occhio della notte [10]

se questa è carne consapevole
come una parola nel silenzio del giorno
sofferta come lo schiocco della terra
faccio della mia lingua scucita
un massacro dipinto come il tramonto
che scorre come viscera oltre la memoria

Noil Klune
Noil Klune
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L’occhio della notte [9]

vorrei cancellare ogni spazio nero
nel passo sconfitto del petalo che muore
con il ronzio dell’ape dentro la bocca
un muro cucito con ago e filo
che brilla come la stella che di notte
gioca a farsi piccola
spingendo i pollici sulle conche molli
degli occhi

Jaya Suberg
Jaya Suberg

L’occhio della notte [3]

mi hai confusa con penelope,
con la sua rima tagliata al coltello
con la bocca pulita dal tovagliolino di lino dalle iniziali stanche
con le gambe appese fra gli alberi di pesche tabacchiere
non ripetermi – disertami nello sguardo
oltre la stanza
nella perpendicolarità della memoria
così stesa come un pasticcino
una tazza pendula
sbeccata dagli orizzonti che ricominciano

Rodney Smith
Rodney Smith

L’occhio della notte [1]

Nella solitudine cresce la bestia interiore.

F. Nietzsche

Vive da ieri notte dietro al mio occhio sinistro, come un cimelio che mi maledice – mi spreme forte fuori ogni cosa bella e cammina piegandomi sotto il suo peso millimetrico.
Segno sulle carni ogni curiosità che resta ferma sulle parole annerite pasticciate ovunque io posi il capo la notte – ripetere la chimera degli uguali nel sonoro scambio di finissimo scarnificarsi le labbra, tutte morse perse di sangue ricucito a suon di chiacchiere.
Attraverso il passo che mi porta nel bosco, m’incanto come un palo della luce a chinare la testa nei diametri lucidi delle lacrime a penzoloni nella memoria.
Nel buio a specchio della febbre e della mi croce di ossa spente dalle cerniere raccolte sotto il mento bagnato di sale.
Il tempo si ferma sul polso come essere in piedi nel bene e nel male sullo scorticarsi dei legni nei riquadri pregati alla luna.

Masao Yamamoto
Masao Yamamoto