racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [5]

posso raccontarti l’odore che fa una rosa quando cade – quando accoglie il dolore dell’asfalto caldo in piena estate e si mimetizza con l’afa dei giorni che tremolano oltre le finestre sporche.
posso portarti dentro le cose in un settembre che sva[e]nisce colmo di aspettative sfregiate e imitare il perfetto sorriso per farti del bene.
posso fare del vento con le braccia e spiegarti che il sole non ha paranoie – si autocelebra con questa sua fame di pelle e il buio oltre gli indumenti.
posso parlarti per ore del fuoco e del suo contrario – mentre spengo una sigaretta nel mare e getto le spalle oltre il confine del mondo.

Jaya Suberg
Jaya Suberg

quattro atti per il corpo [4]

farsi a pezzi, distinguersi nei passi quantificati
in questo amore fatto come abito
mentre,
dolcemente
addomestico l’inflessione degli spazi

non sono io il tuo gesto
sei tu la mia mela intera
il brivido non ha una mano sola
siamo convergenti

una scala da salire due a due
il nocciolo riflesso nella tua parola
sulla mia lingua

melaoro