discorsi alla madre [15]

al vuoto
che non dice parole
con la sofisticata
stanchezza degli arti
in due
dentro fragilità spezzate

(che sia amore
il bianco dei gigli
pescati dal mare?)

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discorsi alla madre [14]

oggi ero in auto.
sulla superstrada.
son stata nel mio vecchio borgo.
ho quasi sperato d’incrociare il suo sguardo.
di ritrovarlo.
magari a lavorare in zona.
di vedere il suo “piccolo”.
dici che ho sbagliato a mandare quel messaggio tanto cattivo e pieno di dolore?
o si meritava ogni singola fottuta parola?

e lui?
lui fa bene a non perdonarmi?
o ha trovato la scappatoia meno difficile?

ed io faccio bene a ripartire? o dovrei fare come 7 anni fa?

discorsi alla madre [11]

oggi c’è tanta acqua che cola dalle finestre
il cielo mi mostra il cordoglio
è assimilare l’assenza e questo dolore
che tamburella fisso oltre le mani

i nostri agosti erano il verde e il mare
l’odore delle preparazioni e delle risate
tutte assieme nei bicchieri
con le forchette numerate
e il semifreddo nel freezer

c’erano due compleanni
ed era il perfetto innamorare del cielo
che suonava con le parole
e i respiri a spegnere candeline

(auguri mamma. auguri nonna)

discorsi alla madre [9]

il tempo è prezioso
il tempo non ti chiede ritardi

non ti dona frequenze diverse
le fa sottili come ostie
ma resta tale e quale inalterato
chi si altera sei tu

nelle molteplici disfunzioni
crea intoppi e si disarticola
torna
dopo come un rigurgito
estraneoma torna intatto

(tu lo sapevi, vero?
madre tu sapevi che non bisogna regalare il tempo a nessuno)