discorsi alla madre [11]

oggi c’è tanta acqua che cola dalle finestre
il cielo mi mostra il cordoglio
è assimilare l’assenza e questo dolore
che tamburella fisso oltre le mani

i nostri agosti erano il verde e il mare
l’odore delle preparazioni e delle risate
tutte assieme nei bicchieri
con le forchette numerate
e il semifreddo nel freezer

c’erano due compleanni
ed era il perfetto innamorare del cielo
che suonava con le parole
e i respiri a spegnere candeline

(auguri mamma. auguri nonna)

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discorsi alla madre [10]

il tempo lo misuro a sguardi
mentre cado

una parola vecchia
che svuota

mentre la mia ombra
diventa un’ora andata
del giorno

manca la pietà
ogni istante da svuotare
nella chiarezza limpida
di un addio preparato
nei dettagli

ph Mercia Moseley

discorsi alla madre [9]

il tempo è prezioso
il tempo non ti chiede ritardi

non ti dona frequenze diverse
le fa sottili come ostie
ma resta tale e quale inalterato
chi si altera sei tu

nelle molteplici disfunzioni
crea intoppi e si disarticola
torna
dopo come un rigurgito
estraneoma torna intatto

(tu lo sapevi, vero?
madre tu sapevi che non bisogna regalare il tempo a nessuno)

discorsi alla madre [8]

non sono brava a costruire muri
a giocare con l’anima
mentre con premura
predispongo il corpo
come se fosse un pasto

guardo questo illuminarmi
che si protrae all’infinito
mentre ogni pietra diventa
specchio

e ritrovo la notte
con i colori tenui dell’acqua
-conto i giorni
per bere di te

discorsi alla madre [6]

disperarsi nella buccia staccata dai lenti del sole,
un parlare trattenuto a stento dalle voci sbiancate
e ricostruire le pieghe d’abiti slabbrati, fermi
-come un chiodo

nei particolari del dorso-zigrinatura di mandorlo
e farsi conoscenza assolta nei credi inciampati in gola
darsi le misure dove i piedi non toccano
sgorgare in ciò che resta.

(2013)