e tutti esistono nonostante tutto (cit. Raboni) [2]

penso alle parole
in fila sulla ringhiera
abbottonate alle cose insipide
della vita
ai meandri neri del tuo corpo
che al dolore sottrae l’inchiostro
e sparge ceralacca
per sfamare il cielo
e la preghiera, dopo, intona
il semplice vagito degli alberi

 

 

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racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste ] [15]

la sofisticata naturalezza della tua assenza, si è inumanamente sacrificata contro una scia di brillantissime stelle, evase dagli occhi tuonanti di una supernova
tentacolare è il gesto dell’ombra, dopo il dolore, dopo il battito sperduto di un corvo elettrico, il testo si misura con due parole – never more – e ti dedico il ticchettio assordante del tempo che va

Imagine Dragons – Battle Cry