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Come un sipario che muore oltre la lingua

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madre

il silenzio onesto delle cose [16]

al di fuori della mia bocca
fiorisce – scura – la notte

mentre bianca
piego le parole
sotto i cuscini sporchi
di latte

e il mare che manca
cresce fra le dita

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l’estetica del dolore [19]

farsi tempo con tutti i passi del mondo
abitare una casa con il pane sul tavolo
mentre i corpi che restano
fanno
una luna aperta sui palmi
e darsi da bere
spandendosi
lungo il muro taciuto alla notte

il glossario delle parole imperfette [49]

c’è questo tuo essere parola
che muore, bianca, sulle costole

nel lungo dondolare della parola [5]

questo inverno dal corpo caldo
fa vuoto intorno
mentre gli occhi parlano
con il confine che abita i miei anni
senza il tuo nome

l’estetica del dolore [18]

l’amore resta nel pensiero
quando ridefinisco l’aria che sopravvive

ed il silenzio
diventa uno squarcio –
nel velo che ti copre

(mentre la neve
si calcola per dolore)

il glossario delle parole imperfette [48]

è la parte accumulata nella voce
ad ardere forte
un rifugio di neve

mentre il tramonto cresce
fra il celeste delle nuvole

e l’abbraccio aperto
del nulla

racconti dal cielo (parentesi neutrali di tempeste) [6]

vedo tutte le tue impronte dentro le parole e il fuoco che stupisce il dolore –
se scendo dal buio vedo l’imperfetta luce, cadere di traverso sulle stoffe
che ti facevano casa e non mi resta che descriverti a lei, spaventandomi
quando le mani cadono a vuoto

tuttosospeso0

nel lungo dondolare della parola [3]

c’è rumore in questo vuoto
il tonfo segreto dell’aria
mentre l’affanno del buio
è il gesto che manca
al respiro

il silenzio onesto delle cose [9]

questo seppellire parole

dando luce solo all’armonia 

fa di me

un corpo esteso

nutrito con aria e memoria

Ph Niukindu Ndovu

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