camera francese [10]

la notte vista fra le mani
ha il sapore di tutte le parole
che ti sussurro
della lingua che muove orizzonti
ha l’odore del tuo sesso
e dell’impaziente muoversi delle ore
mentre si fanno silenzi
ammaestrati dalla voglia

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camera francese [9]

al rumore dei vestiti che scivolano

si mescolano le mani sui finestrini

nel tempo misurato fra una parola

e l’aria tenera della notte

-i corpi gocciolavano lenti

estremi alla luce

mentre la fame

arrivava dritta fra le cosce

camera francese [6]

Quest’assurdo momento che non lascia respiri
è un peccare da assolvere, una lenta voglia
da inoltrare come una mail infetta
un fabbisogno che non arriva nemmeno alla voce
mi arrendo per ora, si torna sempre sui propri
passi
mi lascio nella pace di ogni secondo che rammendo
sulla parte esposta del corpo
sono un dubbio avviluppato alle gambe
ed una mano che si bagna fra le cosce

camera francese [5]

a divincolarsi nei muri
masticandosi – caldamente appropriati
tempestivi – ripetendosi
una promessa insaziabile
e poi appartenersi nel buio
affondandosi entrambi
nelle ripide bocche
temporeggio – per non smetterti
da me