l’estetica del dolore [30]

ha questo suono perpetuo
la bocca,
come il profumo sulle dita
che sale fin sulle cosce
e precipita come una lingua
nella misura imperfetta
delle mie parole

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il silenzio onesto delle cose [23]

c’è una stanza con il suo eco
nell’odore possente della pelle
-il bianco di ogni cenere
è una poesia fra le cosce

due corpi inarrivabili
scoscesi
e impuri

vacilla la mia paura
mentre inchiostro le dita
nel mio mondo aperto

sai essere un precipizio
di voglie
nel mio cranio
umido

(dedicato)

il nero delle forme [18]

ho sperimentato l’uscita dal tunnel
la tua mano era una meraviglia
a cui perfettamente aggrapparsi
ti ho vestito con abiti non tuoi
per il timore di non avere null’altro che
questo nero u n i f o r m e

ho attraversato il tuo corpo
la parola sulla lingua
la tua pelle che sapeva di sole
innamorandomi di questa visione perfetta
mentre svestivo l’anima
di nuovo

e adesso
ho questa pura nebbia
un muro ad oltranza che non mi fa passare
ho chiesto attenzione nel punto sbagliato
della mia vita

on air: Radiohead – Karmapolice

il silenzio onesto delle cose [22]

mi sono sempre trattta con dolore
i disegni sulla mia pelle
parlano con la mia voce

tutto il dolore è lì
ogni volta che muoio
mi diverto ad infierire
inchiostri

12 dolori
come spettri sogghignanti
dai corvi piccini
al serpente con i teschi

al never tear us apart
fino al vegliarmi
dentro

ripartiamo di nuovo

 

camera francese [11]

vorrei il desiderio incollato fra le cosce
come la semplice bellezza della notte
che civetta con le dita nella mia bocca

vorrei l’abisso mescolato al delirio
che mi apparecchia fremente e bianca
mentre inciampi come una burrasca
nelle mie viscere calde

vorrei essere sfatta
migrante del tuo sperma
mentre nuova
appartengo ai cieli

ph Rob Miceli