nel lungo dondolare della parola [15]

ho pupille da sfamare a gioie,
un bianco scosceso
sfrecciato di rosso
-il corpo-scure
è nella sua semplicità
avvelenato alla radice
e piange ogni cosa
sulla soglia ghiacciata
mentre non mi capacito
la nuca
nel ripetermi ancora
una epifania al corpo
come un seme

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nel lungo dondolare della parola [10]

Vorrei una pelle meno sottile
Vorrei la tua bocca appesa alla mia
Vorrei non dovermi scusare per le parole che dico
Vorrei vederti come sempre
Vorrei non metterti nei ricordi
Vorrei toccare ogni tuo respiro
Vorrei non.
Vorrei avere più amore per me stessa
Vorrei essere più dura di una roccia
Vorrei non assecondarti per essere felice
Vorrei meritarmi del tempo

Me lo merito.
Perchè merito il meglio