le città visibili [6]

boccagli d’aria in verde su questi testamenti dai muri caldi
a passi spaiati spinti nei cordoli delle aiuole residenziali di Bonn
allattare le chiacchiere nei gemelli narcisi – Adenauralle mira alle spalle
una coccola di blu nelle sinistre mancate
il Reno ombreggia nei rossi contorti e cammino spinandomi tutta la voce
quando l’abbaglio del Kunstmuseum mi gongola le forme

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le città visibili [5]

le finestre ricordale tutte
nella serie di volti sereni
di chi non ha piedi nell´acqua

(ammutolire per questi giorni
che non vorrei veder passare mai
e darmi di spalle
nelle presenze che oggi
sono il domani che perdo)

le città visibili [4]

sono qui nella perfetta sintonia dei boschi
una gestazione di capitoli nelle bacheche al sole
e il Reno sbuffa – sulle gambe del ponte
e passano le chiatte – spregiudicate nel silenzio
sciabordano le mani abbracciate come lucchetti
il verso pallido dei corvi
nella rincorsa placida di un cane sulle pietre
come asole speranzose –

(cala nelle palpebre il rito della luce
biancheggiare una saliva nel corpo possente
dei rami)

le città visibili [4]

sono qui nella perfetta sintonia dei boschi
una gestazione di capitoli nelle bacheche al sole
e il Reno sbuffa – sulle gambe del ponte
e passano le chiatte – spregiudicate nel silenzio
sciabordano le mani abbracciate come lucchetti
il verso pallido dei corvi
nella rincorsa placida di un cane sulle pietre
come asole speranzose –

(cala nelle palpebre il rito della luce
biancheggiare una saliva nel corpo possente
dei rami)

le città visibili [3]

ora che posso liberare le farfalle
fra Hofgarten e Kaiserplatz
raccolgo le mie parole
e le getto nel Reno che mi soffia
fra i capelli
una storia divina – nello sguardo di Kasimir
e le colombe salutano
la mia nuova febbre nel sangue
(tornare – quando la neve mi lascerà impronte)

le citta visibili [1]

farsi due pensieri
nell´instaurare una pacifica convivenza
con la tastiera tedesca
immortalare papere grandi quanto cani
fra parchi a perdita d’occhio
e il Reno che affianca sfatica distrae
l´eleganza che trafigge il respiro
(ma tu mi ricorderai i lenti passi di marzo
prima di primavera fra le curve di Limperich?)