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erigere immortalità [28]

“Non volevo amore perché è caos,
perché fa vacillare la mente come lampioni scossi dal vento.
Volevo essere fortissima davanti a te,
essere contro di te –
tu ami tanto contrapporti alle cose.
Io amo essere per le cose. –
Tu fai caricature.
Occorre un grande odio per fare caricature.
Io eleggo, io amo –
la marea dell’amore, la notte, mi soffoca
come in quel sogno che ieri ti sei sforzato di rendere reale,
di inchiodare, proprio così, con il tuo bacio travolgente .”
— Anaïs Nin – a Henry Miller, 9 marzo 1932

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Diari della notte – le voci inquiete [17]

poi comunque io ti aspetterò – ne parlerò piano ad ogni muro
la sedia accoglierà l’attesa – come una fermezza ripetuta
l’abbaglio nelle finestre squarciate il velo concorda con l’aria
accade che non ho vuoti – spazi liberi di gioia

ore raccolte come uno di quei movimenti infallibili
l’amore perverso per le piccole cose i gesti di raccolta
portare a se per non dare all’aria

io comunque aspetterò – il ripetersi delle foglie

L’amore non muore mai di morte naturale muore perché non sa come riempire la propria fonte muore di cecità di errori e tradimenti muore di stanchezza e ferite.

Anaïs Nin

Vladimir Clavijo

Vladimir Clavijo

mentre resteranno lo stesso questi nostri comunque
sospesi a mezz’aria come mani che si trascinano negli addii

l’ombra che si arresta nei bordi
il sole appiccicato sui nostri animi
così assiderati

nelle nostre memorie non resteranno altre stelle

Mi esercito continuamente
mi esercito al niente
fino al mio colore puro.

Mariangela Gualtieri

poi torna tutta questa neve – una marionetta con il cappio di un silenzio
scarnifico l’ombra intessuta di voci – resta-mi accanto così che io
sia meno povera

rammenda-mi il blu/notte nella preghiera dei tessuti