.Il prolifico nulla.

l’occhio ceruleo del giorno
che arriva
fanno le due come se scodinzolasse un cane
il morso è fra le cose da dire
nelle mani sotto al tavolo
sento tutte le fibre
sento il caldo che sfrega
la polvere che nasce da ogni febbre
sembra il prolifico nulla
che spinge acqua nelle ore piu lunghe
e poi appena suona il giorno
dopo
si svecchia la carne
in ossequiosi notturni di pioggia

.Questo godimento di parole.

cosa mi spinge a provocarti
quel sapore di cazzo che attendo
con le ginocchia ben piantate a terra
(nella
mia
testolina
visioni
tutte
a
colorispinti
giù
dalle
orbite)
vorrei che m’inculassi
senza
essere silenzioso
(la
mia
fica
ha
la
sua
terapia)
esattamente le tue spinte
le mani a stringere ogni cosa di me
mentre piango di gioia
fra le labbra che succhi

(e non disdegno la tua sborra
mentre disegni un Pollock sulla mia faccia)

.La poesia è una gran puttana.

(il bicchierino di rhum e la sigaretta son pronti.
ambedue sulle due.
e il blunotte è una cosa orgasmica)
La poesia è una gran puttana.
la mia puttana preferita.
A seconda succhia cazzi e/o si diletta a slinguarmi il clitoride.

(dovrei mettere le tre X? 
o mi fate abbassare e pisciare sul buio
i puntini di sospensione
io li metterei dopo.
a capo)
mi sono bagnata due volte stasera.
il pensiero di starmene aperta in ginocchio
non è più solo fame
ma vera cagnitudine
(voglio altro rhum-
me lo dai dal tuo cazzo.
o vado a versarmi due dita di 
luce
.)
tu sei la mia imperfezione
di quando mi vestivo di divino
lo sai che se mi scopi per ben
mi sentirai guaire
(piccola cara troia
fammi il cazzo duro di dolcezza)
oh si.
buonanotte.
a domani verso il mare.

.Haemoglobin.

tentativi 
smarriti
al cospetto del pensiero
di potermi riavereper intera
(sette i rintocchi 
e passano le ore
i giorni
le coordinate
che mi portano china
inchiodata al volere
di questa pancia
che mi parla)
ho il corpo sottointeso
nelle tue mani
piccoli regali
che non hanno pelle
ma parole
suoni contorti
che fanno pace con la luna

.Amor fati.

sono luce contro ogni destino
e vorrei la gioia come una fondamenta
riempire gli occhi dello smeraldo accecante di una foresta
farmi bianca come una costellazione d’imperfette stelleessere un semplice fiore da annusare al tramonto
fra asfodeli e incompiute notti 
carnale come il profumo di una poesiarendermi impossibile e limitataintima al mio corpo steso
un abisso profondo, dove le cicale non cantanodiventare un colore e dare all’amorevole dubbio
il declino immorale dell’amor fatie tornare esausta al mio profondo verso
che è fonte battesimale