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Come un sipario che muore oltre la lingua

quattro atti per il corpo [11]

fare pace con il rettifilo della voce
e sapersi –
nello spazio delle cose

(muovo la carne
per non farti mancare
l’aria

poi donna, io – evito l’ombra del vuoto

red
Ph Aneta Bartos

il silenzio onesto delle cose [14]

nera e oblunga
la notte affama
e cresce ancora come un albero
mentre magra, sottilissima
come la carta
ti parlo-bianca
imburrata
d’amorevole abitudine

*

musica da camera [13]

l’estetica del dolore [20]

questo mese così atroce
che si compie sotto occhi  infantili

corre nel silenzio che molesta la notte
e fa tempesta dividendomi in due

colma di nebbia calda
partorisco una bestia calma
che miagola schiusa
nelle parole

 

il glossario delle parole imperfette [50]

mi racconto addosso come una bava
di questo tempo che non riesce ad avere tregua
con tutta la fame che spinge al buio, l’anima

discorsi alla madre [6]

disperarsi nella buccia staccata dai lenti del sole,
un parlare trattenuto a stento dalle voci sbiancate
e ricostruire le pieghe d’abiti slabbrati, fermi
-come un chiodo

nei particolari del dorso-zigrinatura di mandorlo
e farsi conoscenza assolta nei credi inciampati in gola
darsi le misure dove i piedi non toccano
sgorgare in ciò che resta.

(2013)

nel lungo dondolare della parola [6]

questo esplodere
che piega il nero del mare
e il corpo di madre
che si piega sul costato
e muore oltre il rosso
del dolore

 

musica da camera [12]

racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [8]

è un rumore assordante questa luce traversa, colma di memoria che gira fra i boschi e si limita a dare un giorno di vantaggio a tutto il dolore * che non è*
e correndo a mani giunte sporche di terra mentre niente corrompe il cielo che in silenzio prego
e grida la carne mentre *una vita intera* *dondola alla sera*

*riferimenti al testo “Apriti Cielo” di Mannarino

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Ph Katie Eleanor

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