note a margine [9]

Bisogna aver sempre un luogo da cui andar via.

Arthur Rimbaud

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l’estetica del dolore [28]

la dolcezza di questa eternità
è come carne marcia che corre fino alla bocca
lo sfregare infinito di ossa e pelle
e la notte cala pesante
come palpebre umane
e poi mi chiedono dell’amore
una carneficina che spaventa
anche gli angeli

ph Eleonora Brutti