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Come un sipario che muore oltre la lingua

camera francese [2]

ti accarezzi quando ti guardo
il respiro-corto si fa spinto
come la tua lingua sul mio seno
fino a quando le tue mani scorrono
e mi trovo a sbucciare le tue labbra
a ringhiarti-mordendoti
che sai farmi divina
così ad un passo dal vuoto

il silenzio onesto delle cose [15]

nel tempo contratto
vissuto andando dentro i boschi

nudi

in pasto alle ombre
con i silenzi dentro le braccia
come rami torbidi

a coccolare la pioggia
mentre uso le parole come ombrello

l’estetica del dolore [21]

da Luctum (cute quod caret)

XIII

ogni volta che sento questo mancarmi
riannodo il vento alla costa
un passo dopo l’altro
(penso spesso alla salsedine
che mi ha cresciuta)

camera francese [1]

la curva delle parole

da inseguire

nella lenta decadenza

della mia voce

discorsi alla madre [7]

al tiepido amore che mi piega

le mani

questo preludio al buio

così infinito

da mangiarmi le palpebre

al blu dei confini [1]

al blu dei confini
con la terra fra le costole
gira il cielo sulle dita
e poi spingi il fosso
fra le parole
fino a sbucciarle
come ferite

snapseed
https://hombre74.wordpress.com/

nel lungo dondolare della parola [7]

la notte – attenta
scivola oltre le crepe
e fa boschi dentro

ph Hightom

racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [9]

questo buio che inonda come mare sontuoso,
mentre mostro il mio corpo oltre l’inizio della pelle
un giardino dove piove la notte –
che mi sfalda come una scintilla
e mi pettino –
sciogliendo ogni pensiero
facendomi bimba mai sazia

 

musica da camera [14]

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