esigenze [23]

“Amo i gesti imprecisi,
uno che inciampa, l’altro
che fa urtare il bicchiere,
quello che non ricorda,
chi è distratto, la sentinella
che non sa arrestare il battito
breve delle palpebre,
mi stanno a cuore
perché vedo in loro il tremore,
il tintinnio familiare
del meccanismo rotto.
L’oggetto intatto tace, non ha voce
ma solo movimento. Qui invece
ha ceduto il congegno,
il gioco delle parti,
un pezzo si separa,
si annuncia.
Dentro qualcosa balla.”

Valerio Magrelli

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Diari della notte – le voci inquiete [28]

E quando crede di stringere la felicità
la stritola
La sua vita è uno strano e doloroso divorzio
Non esistono amori felici

Louis Aragon

Romina Dughero
Romina Dughero

raccontami di questo cuore dell’inverno e di come si fa tenebra attaccata al palato come ingordigia del terrore – arco del fianco intrecciato alla tua pelle rarefatta, mentre la lingua esegue danze sulla tua carne infranta e passo dopo passo tutto questo appartenerci è come un puntaspilli sulle guance, il vento ingrossa le maglie, arrivandomi dentro

E un’altra volta, contro ogni ragione,
nell’aria cerco il tuo dipinto spettro,
singhiozzo e corro e cado e piango e muovo
nuovi passi penosamente incerti,
miserabile e sola, gli occhi ardenti,
annaspo un’altra volta – e non c’è niente.

Edna St. Vincent Millay

sacrifico ora dopo ora le parole di questo lungo inverno
sfiammano nel turbamento della fessura rossa
-intrisa
e il tuo sguardo s’appresta ad appoggiarsi piano
-sulla mia schiena avvitata da martiri
chiedo al rasoio un po’ di gesti inchiostrati
e la tosse zampetta sulla nuca
come gocciolio sulle dita
dentro questo friabile mondo
– un nero appena accennato
forma un buio colmo d’alberi
infatuati dal gesto
che la mia schiena fa
nelle tue asole di stoffa e seni

Il mio cuore è scheggiato
scalfita
la superficie scintillante
e dura dello smalto, quel manto
freddo, metallizzato,
lucido, delicato prodotto
della verniciatura a fuoco.

Valerio Magrelli