Dedica ad un amico poeta.

[Il sole oltre il tempo, odora come il mattino dentro una tazza]
che schiarisce ad esempio col suono affascinato dei fiori, mentre la notte ha più luce
[siamo da sempre mura edificate con l’amore che attraversa le finestre]
torneremo agli angoli della casa
sotto gli occhi affamati del bosco
come nuove crescite – dopo il trascorrere delle lenzuola
[ci resteremo fra le mani, saporiti come il mare che c’inchioda al contropelle]
inginocchiati a mordere i ricordi
mentre s’infiammano le onestà
col passo ondulato delle montagne
all’orizzonte

le città visibili [6]

boccagli d’aria in verde su questi testamenti dai muri caldi
a passi spaiati spinti nei cordoli delle aiuole residenziali di Bonn
allattare le chiacchiere nei gemelli narcisi – Adenauralle mira alle spalle
una coccola di blu nelle sinistre mancate
il Reno ombreggia nei rossi contorti e cammino spinandomi tutta la voce
quando l’abbaglio del Kunstmuseum mi gongola le forme

le città visibili [4]

sono qui nella perfetta sintonia dei boschi
una gestazione di capitoli nelle bacheche al sole
e il Reno sbuffa – sulle gambe del ponte
e passano le chiatte – spregiudicate nel silenzio
sciabordano le mani abbracciate come lucchetti
il verso pallido dei corvi
nella rincorsa placida di un cane sulle pietre
come asole speranzose –

(cala nelle palpebre il rito della luce
biancheggiare una saliva nel corpo possente
dei rami)

le città visibili [4]

sono qui nella perfetta sintonia dei boschi
una gestazione di capitoli nelle bacheche al sole
e il Reno sbuffa – sulle gambe del ponte
e passano le chiatte – spregiudicate nel silenzio
sciabordano le mani abbracciate come lucchetti
il verso pallido dei corvi
nella rincorsa placida di un cane sulle pietre
come asole speranzose –

(cala nelle palpebre il rito della luce
biancheggiare una saliva nel corpo possente
dei rami)