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al blu dei confini [6]

e queste mani sugli occhi
giocandomi a nascondino
un attimo di luce
plissettata
sulla bocca

nel verde e nel cielo capovolto
un nero di fiamma
quanto il morso
sulla coscia
che ancora mi fa tremare
di voglia

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quattro atti per il corpo [15]

dedico i disegni che il respiro assegna alla notte
tolgo la pelle per rimanerti nuda come sul ciglio della lingua
che mi parla finemente delle intenzioni dedicandoti
l’immunità dei riflessi

Paula Bertrán Salinas

camera francese [6]

Quest’assurdo momento che non lascia respiri
è un peccare da assolvere, una lenta voglia
da inoltrare come una mail infetta
un fabbisogno che non arriva nemmeno alla voce
mi arrendo per ora, si torna sempre sui propri
passi
mi lascio nella pace di ogni secondo che rammendo
sulla parte esposta del corpo
sono un dubbio avviluppato alle gambe
ed una mano che si bagna fra le cosce

racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [10]

sono me stessa dentro ogni parola che ti ho detto, forse troppo scoperta, pelle libera e ossa in vista per non nascondere nemmeno quando il pianto è un semplice viaggio di ricordi

ho sentimenti così forti che le tempie non reggono all’impatto, lettere spiegate dal cuore da sillabare con il timore di schiene avverse – e vorrei continuare ad averti alla mia sinistra
mordere la carne e gemere per tutto quello che sei

e mi credevo tua in ogni periodo, scontrosa come sgraziati nevischi –
ammalarmi dell’indimenticabile desiderio
– e come una lacrima dai fianchi – decidere di sva[e]nire

Roberto Kusterle