il glossario delle parole imperfette [40]

si accade nei muri
delle mammelle amorevolmente nutrite
rendere partecipe il mio spazio terso
la movenza slavata di denti
e nella tua lingua dare spazio
a tutto il mio avvenire
nell’incavo diabolico – la lingua
dimentica-mi come la resurrezione
che si fa voce alta e limpida
perpetuo come il ginocchio che schiaccia
il seme diviso dalle gambe – forbici
abituarmi al fremere della tua schiena
come un corsivo distinto
fra gli sguardi ripetuti

Tullius Heuer
Tullius Heuer

Ancora Domani [10]

resistono sul bordo
nudi come ossi nuovi
“mangiatene tutti”
risuonano i figli – le mani
con le lame
la mente – lamenti
impietriti
ascoltami – appoggiami
al vetro
triturare ogni voce – che ululula
al mare un nuovo metodo
di guerra e sangue
-credo
ad un dio che non è altro
che un principio di dolore

Ancora Domani [9]

ti mostro le mani assegnandomi un segno
nello sguardo che si fa d’amore a memoria
mi racconto impaziente delle tue ombre
artigliando i nervi slacciati
nello stupore del suono di una vespa
seguo l’intreccio nudo della pioggia sulla pelle
che coincide al rivolo
nel riempire le costanti d’aria fragile
(stretta folle del corpo – tuo
nella ruvida appartenenza
quella scorza appesa
per un soffio nella memoria)

Colette Saint'Yves
Colette Saint Yves

Ancora Domani [8]

io resto nella mia stanza
colma della mia stessa nudità
una parete bianca che parla
a voce bassa
e dalla soglia io ti parlo
della voce e poi di ogni cardine

resta olio – scuro
nel minuscolo sorriso
che rivedono pianure
nel verde raccontato –
e nel miracolare un vuoto
che si fa spazio sulla pancia

un paradiso di cose dette
ed una polpa di corpo che piange
coraggio fra le gambe

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