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Come un sipario che muore oltre la lingua

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racconti dal cielo

racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [9]

trascino la bellezza oltre il buio – mentre tacciono i lumi e le stelle
e la notte scappa dagli occhi
e mi allargavo per appartenere a questo sempre
diventando dimenticata
come il tempo che ha velluti
e profumano come i nostri inchiostri

 

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racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [9]

questo buio che inonda come mare sontuoso,
mentre mostro il mio corpo oltre l’inizio della pelle
un giardino dove piove la notte –
che mi sfalda come una scintilla
e mi pettino –
sciogliendo ogni pensiero
facendomi bimba mai sazia

 

racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [8]

è un rumore assordante questa luce traversa, colma di memoria che gira fra i boschi e si limita a dare un giorno di vantaggio a tutto il dolore * che non è*
e correndo a mani giunte sporche di terra mentre niente corrompe il cielo che in silenzio prego
e grida la carne mentre *una vita intera* *dondola alla sera*

*riferimenti al testo “Apriti Cielo” di Mannarino

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Ph Katie Eleanor

racconti dal cielo (parentesi neutrali di tempeste) [7]

sprofondo così nella tua bocca
miniatura d’orgasmo che sminuzza la notte
e mi stravolgi – celeste

mentre mi fai come una febbre
fra le cosce

tattica

racconti dal cielo (parentesi neutrali di tempeste) [6]

vedo tutte le tue impronte dentro le parole e il fuoco che stupisce il dolore –
se scendo dal buio vedo l’imperfetta luce, cadere di traverso sulle stoffe
che ti facevano casa e non mi resta che descriverti a lei, spaventandomi
quando le mani cadono a vuoto

tuttosospeso0

racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [5]

posso raccontarti l’odore che fa una rosa quando cade – quando accoglie il dolore dell’asfalto caldo in piena estate e si mimetizza con l’afa dei giorni che tremolano oltre le finestre sporche.
posso portarti dentro le cose in un settembre che sva[e]nisce colmo di aspettative sfregiate e imitare il perfetto sorriso per farti del bene.
posso fare del vento con le braccia e spiegarti che il sole non ha paranoie – si autocelebra con questa sua fame di pelle e il buio oltre gli indumenti.
posso parlarti per ore del fuoco e del suo contrario – mentre spengo una sigaretta nel mare e getto le spalle oltre il confine del mondo.

Jaya Suberg
Jaya Suberg

racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [2]

e calcolare lo sporco sulle mani che spinge l’osso a miagolarti dentro – il danzare lucido delle lacrime dentro secchi di plastica blu mentre il  cielo  diventa tempo seduto qui al mio fianco – il diavolo ora ha i tuoi occhi – così aperti e rossi da farsi tramonto (vorrei dispiacermi per il male che farò, ma provo quasi un orgasmo a spingerti addosso il mio odio)

reflectioned1

racconti dal cielo (parentesi neutrali di tempeste) #1

lentissime le parentesi si dispongono a sensazione un crocevia disegnato con il sangue introverso delle nuvole, memorie raccolte come il bucato steso al sole, le notti sprangate mimate dall’inverno che sporziona ogni cosa che non sappiamo – dammi una magia che trattenga il fuoco che mi dilania ogni volta che sogno la tua bocca che striscia docile fra le mie scapole (limitarsi alla tempesta che mi rende neutrale come gli anni che scorrono da allora. ci mancano gli approdi nel blu).

Tia Danko
Tia Danko

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