racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [13]

chiedo il risarcimento delle ore di sonno ogni volta che qualcosa va storto
ogni volta che la temperatura del dolore si fa forte

è il tempo che non mi basta più
ho bisogno della perspicacia delle nuvole
ed è un talento anche morire col sole a mezzanotte

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racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [12]

ho deciso di restare nella tortura, nello spazio stretto delle vene che fanno un cuore

mi schiaccio addosso ogni desiderio e nemmeno fra i denti, ti parlerò di altro

troverò ogni nuovo giorno che mi darò, nelle mani aperte e nei tagli infetti, il tuo splendido silenzio

ho solo parole fragili, adesso

e me le terrò in bocca, come ogni speranza che muore nel vento che tirava stasera

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racconti dal cielo (parentesi neutrali di tempeste) [11]

e’ questo il vuoto che lascia, ogni cosa, ogni parola, ogni pelle baciata, ogni lingua che arriva e mi bagna, ogni gesto uniforme delle mani.
e’ questo il verbo che appartiene alla mia vita, io nasco per soffrire.
ogni fottuta vita è un vuoto che non si riempie, una stanza vuota e un raggio di sole mancato – di striscio.
sono l’insopportabile insistenza dell’essere, il desiderio che muore fra le cosce, l’ingordigia del nero che non avrà mai forma.

ph by beyondimpression

racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [10]

sono me stessa dentro ogni parola che ti ho detto, forse troppo scoperta, pelle libera e ossa in vista per non nascondere nemmeno quando il pianto è un semplice viaggio di ricordi

ho sentimenti così forti che le tempie non reggono all’impatto, lettere spiegate dal cuore da sillabare con il timore di schiene avverse – e vorrei continuare ad averti alla mia sinistra
mordere la carne e gemere per tutto quello che sei

e mi credevo tua in ogni periodo, scontrosa come sgraziati nevischi –
ammalarmi dell’indimenticabile desiderio
– e come una lacrima dai fianchi – decidere di sva[e]nire

Roberto Kusterle