il nero delle forme [12]

il suono confuso della notte
che scorre sulle nostre congiunzioni

dove non si appendono gli abiti
ma è strapparseli di dosso
il gesto
periodico

farsi piume dentro il vetro dei respiri
coccolandosi con mani appuntite

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l’estetica del dolore [22]

al suono d’aria che muore verticale
mentre il corpo – coltiva
ogni chiaro giorno riflesso
portami dentro la mappatura
infinita
con le mani bene aperte sulle parole
fino a che non mi mancherà l’aria
e ti molplicherò sulla mia pelle