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Come un sipario che muore oltre la lingua

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come foreste nere

racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [10]

passano le notti e le accumulo dentro la pelle – così atomica da implodermi fra le parole
carta da scrivere è il mio corpo neutrale – ero nel buio asfittico della condoglianza
rinasco fra le mani acerbe del giorno quando luglio mi dondolava in bocca nudo
e sono mesi che ho giorni celesti e giorni così neri da sporcarmi anche la pagina bianca
della memoria

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il nero delle forme [12]

il suono confuso della notte
che scorre sulle nostre congiunzioni

dove non si appendono gli abiti
ma è strapparseli di dosso
il gesto
periodico

farsi piume dentro il vetro dei respiri
coccolandosi con mani appuntite

quattro atti per il corpo [13]

risuonano gli abboccamenti a labbra schiuse
una lingua di terra e il piantare le rime
nel dopo – così arrossato come una voglia
e sbarro occhi nel torbido mentre piango
dalle gambe e la tua unghia mi ciba
di cose fatte adagio nella notte

il silenzio onesto delle cose [15]

nel tempo contratto
vissuto andando dentro i boschi

nudi

in pasto alle ombre
con i silenzi dentro le braccia
come rami torbidi

a coccolare la pioggia
mentre uso le parole come ombrello

il nero delle forme [10]

divento sola, come un cielo appeso alle mani
campanellini sbriciolati nel disordine delle parole
e poi la luce, che affonda nel destino
in questi insanabili occhi
che piangono polvere
esiliata

il glossario delle parole imperfette [50]

mi racconto addosso come una bava
di questo tempo che non riesce ad avere tregua
con tutta la fame che spinge al buio, l’anima

quattro atti per il corpo [8]

l’amorevole cura dei gesti
è farsi casa piccola
mettere le cose da dirti
in un posto nascosto – come un nido
mentre la pesca rotola sul tavolo
nella corsa delle mani – fredde
e sono dove mi hai portato
un dire fare che sciaborda
come acqua devota

Alessio Albi
Alessio Albi

il nero delle forme [4]

come un parto su fogli bianchi
allagare lentamente le parole cauteriche
mimetizzare le altezze
mentre a picco mi faccio fredda
come l’ombra onorata appena dal sole
(promessa sposa sporca di urina
mentre il corpo pieno di bruchi
si fa buio consumato
dalla luce)

morsodark

il glossario delle parole imperfette [44]

questa madre desiderata
baciata dal mare
che accarezza i piedi del vento
e corre fino alla fine del tempo
[è tutto così rosso e caldo
se penso ai tuoi abbracci
posati sulle spalle
quando il mondo si spezza]

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