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Come un sipario che muore oltre la lingua

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Fernando Pessoa

discorsi alla madre [5]

La terra è fatta di cielo.

F. Pessoa

nulla resta ignoto
quando mi scrivi da lì
ed oggi – l’acqua ha un sapore
dolcissimo
mentre accarezzo il dolore

[mi faccio spazio e stringo le braccia
e ricordo
il desiderio del tempo che eri
mentre questa terra
si fa cielo]

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Diari della notte – le voci inquiete [41]

Resta nel tuo eliso, non essere crudele
verso quel vago senso di speranza
che a noi, solo, rimane. Ben altro
è la felicità. Esiste, forse,
ma non la conosciamo.

EUGENIO MONTALE

cerco di diradarmi
in questa stessa mia pelle,
ma non mi raccolgo come dovrei
piangono le mie braccia pendule
gli spianatoi sanno di pane raffermo

quel che mi resta dentro
ha il sapore di un addio che non si celebra
ogni spiraglio di fortuna
ti riporta a me dentro le mani
e ti sospiro spinta dal vento,
in un cerchio di mare mimato dal fuoco

Ma io, sempre estraneo, sempre penetrando
il più intimo essere della mia vita,
vado dentro di me cercando l’ombra.

Fernando Pessoa

affrontare dall’interno il respiro di questo sogno che tiene la carta abituandosi lentamente a questi certi silenzi che combaciano come esseri allo specchio
c’è una sorta di pazzia nelle tue parole, me ne accorgo dalla punteggiatura inesistente e dalle mattine che sono come abitudini alla fine
diventano alberi i tuoi dolori, un ramo dopo l’altro si eleva verso quel cielo che fa silenzio, ovunque
soli in quest’alba che mette due dita nel cuore e il resto si appresta a dissipare l’orgoglio di questo inutile puntare in alto

Con incroci di addii
ho progettato il calvario della notte
ed ho bendato gli occhi al pensiero che dorme,
perché non senta il dramma
del risveglio.

U.Crocetti

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