note a margine [8]

“Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare: a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole.”
— Sylvia Plath – Diari

Annunci

quattro atti per il corpo [17]

mi ricami dentro
attraverso la conta dei giorni
allestiti nei colori di mare

aspettarti nel tempo a memoria
al varcarmi porta,
come un fiore bucato dagli occhi
mentre le pieghe
sono giorni avanzati come briciole

infiammabile e cedevole
come corpo franato
fino a quando piove

ph Emanuela Cau

note a margine [7]

Un’idea di addio
virtuale ed effimera
e tuttavia infinita.
Un’idea passeggera di lacrime, abbracci
senza parole,
moltiplica i suoni, i cardini,
le soglie, le maniglie,
il delizioso movimento dei treni
e infine il silenzio dell’addio.
Una crosta traditrice
resta per sempre sulla banchina della memoria
nei commiati
irrevocabili.

Carmen Yanez

le città visibili [4]

sono qui nella perfetta sintonia dei boschi
una gestazione di capitoli nelle bacheche al sole
e il Reno sbuffa – sulle gambe del ponte
e passano le chiatte – spregiudicate nel silenzio
sciabordano le mani abbracciate come lucchetti
il verso pallido dei corvi
nella rincorsa placida di un cane sulle pietre
come asole speranzose –

(cala nelle palpebre il rito della luce
biancheggiare una saliva nel corpo possente
dei rami)