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Come un sipario che muore oltre la lingua

musica da camera [16]

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nel lungo dondolare della parola [8]

l’aria-cartilagine
si espande nel tracciato
del mio corpo tenero

e scrive anni con le piume
mentre la mano rovescia la caduta

[si fa estate a sera
con la mimica della nostra casa

bagnata
come quando
metti le tue mani

dentro me]

racconti dal cielo [parentesi neutrali di tempeste] [9]

trascino la bellezza oltre il buio – mentre tacciono i lumi e le stelle
e la notte scappa dagli occhi
e mi allargavo per appartenere a questo sempre
diventando dimenticata
come il tempo che ha velluti
e profumano come i nostri inchiostri

 

note a margine [1]

“… i silenzi, poveri loro, sono soltanto questo, silenzi, nessuno ignora che, spesso, persino quelli apparentemente eloquenti hanno dato adito, con le più serie e a volte fatali conseguenze, a interpretazioni errate.”

— José Saramago, La caverna

camera francese [3]

resta una parte di me

mostrata – svelata

infuriata

dalla tua assenza, che trascorre

la pelle ansimante

(e poi mi raccogli – dal nucleo
fino al fiordo dei nostri corpi)

musica da camera [15]

il nero delle forme [11]

fatta di larve
mentre la clausura genera
acqua

e il disiquilibrio
genera stanze
d’argilla e sperma

sono una città
che va in fiamme

 

quattro atti per il corpo [12]

gorgogliare è un viaggio della voce
appesa alla lingua nei cavi molli della mia anima
il riflesso ripetuto della mano contro i vetri
ammassati di pioggia
nello spettacolare svenire del cielo

camera francese [2]

ti accarezzi quando ti guardo
il respiro-corto si fa spinto
come la tua lingua sul mio seno
fino a quando le tue mani scorrono
e mi trovo a sbucciare le tue labbra
a ringhiarti-mordendoti
che sai farmi divina
così ad un passo dal vuoto

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