passano le notti e le accumulo dentro la pelle – così atomica da implodermi fra le parole
carta da scrivere è il mio corpo neutrale – ero nel buio asfittico della condoglianza
rinasco fra le mani acerbe del giorno quando luglio mi dondolava in bocca nudo
e sono mesi che ho giorni celesti e giorni così neri da sporcarmi anche la pagina bianca
della memoria

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