I testi di questo libro si risolvono in forme prevalentemente brevi, quasi liquide, solo all’apparenza pacificate nella sintassi.

Al contrario, il lessico risulta improntato alla pura e semplice potenza: “rovine screpolate come dita”.

In questa prospettiva, nel tono piano dell’articolazione, le minime fratture e i piccoli spasmi di questa scrittura acquistano grande forza e potere disgregante e, soprattutto, sottolineante: “…una saliva di cose non dette/- ordinare le stoffe per dolore…”.

Parallelamente, nel mondo che le poesie portano alla luce, non esiste un rumore di fondo che alzi in modo consolatorio l’asticella della percezione rendendo sopportabili i normali eccessi dell’esistere.

Sono vuoto e silenzio i punti di riferimento, lo zero strumentale necessario ad ogni misura. Cosicché, con uno sguardo quasi didascalico, all’interno dei minimi e strettamente controllati paesaggi oggetto dei versi, questa scrittura acquista l’energia e universalità della vera constatazione.

nota di lettura di Davide Campi

La Cromatica carne, Libro Aperto 2013, segnalazione al Lorenzo Montano 2015.

http://www.anteremedizioni.it/montano_newsletter_anno13_numero28_taravella

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