vorrei raccontarti
la veglia delle parole nascoste nelle tasche
di una notte marmorizzata a frange bagnate d’urina
mentre ammaestro questo buio improvviso – con la voce
chiusa dalla neve
mentre buchi le palpebre disarmoniche
-arrivandomi pieno nella destrezza del derma
facendomi di luce spietata,
mentre fuori il sax dipinge l’aroma del cielo

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