l’estetica del dolore [12]

restare seduta oltre il tuo sguardo

una panchina

il mare a riempire le tasche

(dentro ogni cosa c’è il tuo fiato

la tua voce spinge verso il sole)

restare quando il tempo non si ferma

questo vuoto che spezza ogni giorno

come vetro in frantumi

(dentro ogni cosa c’è il tuo nome

la tua carne mi abita)

restare, quando tu sei andata via.

(ciao mamma. 01.01.2009 -01.01.2016)

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