ho come la sensazione, fissa come un chiodo nel muro sberciato di lato confuso, che l’aria sta correndo troppo forte nel mio essere ferma, scompongo parole al rallentatore, non so afferrarle, non riesco a minacciare il respiro dal resto che gingilla la pelle del seno, mi trovo a mordere il legno delle ante dei miei armadi a muro, mentre sbattono forte le porte dei versi e mi chiudono fuori, intercettata appena dalle virgole manipolata dai punti in sospeso che mi confondono le idee, vorrei riprendere il nodo, bagnarlo con la saliva come ho sempre fatto e riprendermi gli spazi che oggi stanno nei cantucci al buio, seduti composti, le ginocchia allineate il ventre in lacrime e i seni morbidi di gioia

Cristina Rizzi Guelfi
Cristina Rizzi Guelfi
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