ti mostro le mani assegnandomi un segno
nello sguardo che si fa d’amore a memoria
mi racconto impaziente delle tue ombre
artigliando i nervi slacciati
nello stupore del suono di una vespa
seguo l’intreccio nudo della pioggia sulla pelle
che coincide al rivolo
nel riempire le costanti d’aria fragile
(stretta folle del corpo – tuo
nella ruvida appartenenza
quella scorza appesa
per un soffio nella memoria)

Colette Saint'Yves
Colette Saint Yves
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