se raccontassi del nero – partirei dalle fauci
dalle mani aggrappate alle pareti
una larghezza lunare che luccica come i silenzi

dentro ogni voce – che parla a ritroso
ci vedo una cura

sgattaiolare oltre la siepe
nei piedi sospesi così pieni di ruggine
da stonare nella notte

e parlare del suono dei vermi – di quello che a memoria
strisciano sul ventre

Marisa Maestre
Marisa Maestre
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