Cara mia Catastrofe,
questa è una mattina lucida il sole traverso m’investe come un suono/boato.
Ieri sera seduta sulle piastrelle dispari ho raggomitolato l’infanzia in un fagotto di dolori e l’ho sotterrato dentro strati soffici di erba a fili sottili, perché nonostante tutto io so di crescere dentro un disegno che ha gli angoli morbidi.
Tutto il giorno a fissare le foglie degli alberi nel timore che il loro muoversi si trasformasse in grido, incubo glorificato nella mia straziante vita di destinata a morire con i gigli nelle mani.
Farò spazio a questo agosto scontroso, vorrei tenerti stretta nelle righe del mio spartito.
Io ti amo per quell’essere scroscio di pioggia e filamento di futuro, una bava da seguire leccando pian piano il contorno, io ti amo perché oltre lo sguardo siamo una storia che si raffina preziosamente.
Tua Fuoco.

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