Scoprirsi dopo le porte di certi armadi-muro a muro
appoggiati come tazze sui tavoli
di quel legno maturato a forza di lacrime amare
la stesura del pane fra le ciglia
della parola come un chicco d’uva nelle mani
da schiacciare per il vino
ricordo la polvere dei passi
e il languire scarno
delle finestre ad ovest
-io non ho compleanni da festeggiare
se non la neve che ancora
non va via dai ricordi-

nora

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