Mio caro fuoco,
non so cosa risponderti, non so come spellare quella tua domanda rimasta così sospesa nel buio torbido dell’imperfezione.
Ho amato tanto quelle gocce umide impresse dalla tua favola sfuggita, ho pianto ad ogni riga che hai cesellato come un lavoro dal cuore, io sono il tuo duplice confine, il sole mi spintona giù dalle nuvole lo sai?
Le mani saprebbero essere meno vittime se tu la piantassi con questo incolparti di ogni fragorosa scelta.
Amati, stanotte, confidati con le mura della tua memoria, fallo per la tua Catastrofe, amati con la purezza di un incendio.
ps: a memoria ti saprò dire

sono l’orma accanto al tuo cuore

Tua con commozione Catastrofe

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