appendersi nei blu contorti come un fradicio rosso
disegnare limiti nelle condutture ossee
un sempre precipitato nei silenzi –
una bocca che non stona nelle pietre

terribile l’amore nella sua tiepida zuppa
e dentro singhiozzi ripidi
si affina la pancia ad un bimbo inviperito

evidenziare la calma buona di quattro mura domestiche
affisse – arcuate come una schiena in dono
e la fiammella martella le tempie e la mano a spingersi
dentro le fenditure schiantate dai terreni
piacevolmente distratti – piangono i chiavistelli
tamburellare la voce nella nicchia sporca
delle mani assieme preoccupandosi
dell’angolo senza un becco di parole
sussurrandole appena le voglie
– una cerniera di cose taciute

suntmare

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