L’abbaino

Occhio a mezz’asta
cisposo di ciglia vetrate
e tegole.
Filtra solo un pennello.
Sulle punte
ballerine datate
setole rugose
accennano passi
raggiati di sabbia.
Quanto basta
a spazzare la tela aerea.
Intimità ombrosa
come di Caravaggio.

**

Libro di favole

Sono la morale animalesca
glassata sì di vecchio
ma rinnovabile in un soffio.
Liberami oltre la veste
di cartone
umilmente stantia.
Lasciami bucare gentile
la grotta del tuo orecchio
con inchiostro ancora saldo.
Leva la voce, adesso:
non perla
ma pillola
per solo uso orale.

**

Ho fatto un corpo tondo di uovo sodo
per non curarmi il male in testa
tutta tenuta in una poltrona
finta di pelle e pensieri
nel cantuccio messa
come un vecchio pugile.
Gobba e devota così alla poca luce
chiesa è la mia casa
se le mie dita con arpeggio di rosario
giocano il cotone in pugno.
Passa luce di qui
luce che sgarza l’ombra
il poco che voglio per vedere tutto
ciò che c’è nel vero
e serena pettinare anche i sogni.

**

Pianista fai pure
la chiocciola
su quel SI bemolle monco
che pesta l’aria come tu il tasto.
Gli altri sono corpi che godono
e tu di loro sei fatto, solo di loro
mentre io sto nel canto buio.
Sputa pure sul mio bianco e nero
e toccati il tuo che fa suono
ciabattando parole per altra bocca.
Di mio abbastanza so
e non solo che fuori notte s’è fatta.
Sfrigolo così il mio ultimo fumo
mentre tu sfiaccoli il bicchiere in mano
e dall’altra sempre il SI rognoso.
Non c’è male, non al tuo rifiuto
ché t’ho visto bene tra le candele accese
ma qui son stata a far la mia.
Stasera più non mi duole l’essere
solo una donna.

chiara

Trovate altre parole di Chiara Baldini: http://www.chiarabi.it/

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