Dormi e sei nudo, lo so, ma non ti vedo. Ascolto il tuo respiro oltre il tappeto africano appeso al muro. Il corpo tuo ho voglia di vedere, ogni piega di pelle smossa dal sonno .Tu che per tutti indossi un velo con il cuore svestito nel sognare.
(Annalena Aranguren)

ad incidere ripassandoci sopra una somma di lingue – nell’inverno mi riporto ai piedi dell’inginocchiatoio che porta nel legno ogni nervatura del braccio teso – un cristo spezzato in più parti questo dondolarmi e poi tu nella cucitura dei fianchi, una spilla da balia intrecciata ai tuoi capelli – placida vergine d’acqua neve scarlatta accarezzata dalle nocche ruggine spianate sugli anni che diventano cinque come una mano

Si sbilancia il vuoto / su queste pareti di voci
putrido questo spazio
-intercapedine di dolori
succhiati l e n t a m e n t e
dai pori distanti di ogni bocca di rosa
il suono di una lacrima s’appoggia
a questi futuri senza ieri da raccontare.

Dalle mani che seguono i resti della polvere,
impariamo le loro voci, come l’amore che ci sveglia
in questo suono di acque
rotte dal pianto di un altro ritorno a casa.

Da”la casa sul fiume”, Iole Toini

è un destinarsi l’incipit in capo al mare,
onda che conserva la moltitudine
sui davanzali screpolati
e nelle foglie scartate dai venti più atroci
appartiene alla crosta questo ammutinamento delle caviglie
l’ognidove che le mie parole ti portano, nei lenti avanzati
dalle mani aperte – sui giacigli che hanno il profumo
indimenticato del nostro rovinarci le vene

gothichair2

“È terribile che non si possa strappar via il passato con tutte le radici.”

Lev Tolstoj

e lievemente appartenere a ciò che non appare
accelerare il passo controvento
per non appoggiare le mani sulle cose

Annunci