il ritardo

malgrado tutto cucivo il mio sangue al tuo
facendone scialli molto ricamati, che non
dessero modo di vedere quanta pelle mia
unissi ai punti, – e la fioritura era così
tardiva, immeritata quasi, da costringermi
a dire no, no, no, e no ancora, negavo la presenza,
annotavo sacrifici, ti parlavo delle cose e delle
mie folli missioni – quasi non fosse un dire
la vita, e farla, ogni parola che ti toccava
dalle mie ossa.

***

l’ultimo uomo sulla terra

nell’istante preciso
in cui
l’ultimo uomo sulla terra
comprese di essere
l’ultimo uomo sulla terra
fu finalmente possibile
rinunciare
a un modo di dire
alquanto fastidioso, che era:
due pesi e due misure.
tutto era diventato
infiniti pesi e infinite misure
senza più nessuno
a tenerne conto.

***

liquidazioni

sarebbe stato meglio dipingerci addosso una veste lunga
e profanabile, priva di legacci e chiusure meccaniche,
una veste come pelle di pesce, aderente e
pronta da tagliare, una veste che fosse
ciò che eravamo. ma il supplizio
continuava: di accollarci il
peso dell’esistenza
e le sue lente
propaggini.

***

l’anno in cui morivano i poeti

L’anno in cui morivano i poeti
io imparai a sciare.

È sorprendente la relatività
e poi è sorprendente la casualità
delle cose.
Come da un pugno di polvere
esca il ragno che mi terrorizza
o come da un mazzo di fiori
arrivi uno sparo che non è, no, non è
a salve.

L’anno in cui morivano i poeti
io mi chiedevo che senso, che peso avesse
il fatto di continuare ad andare a capo-
-forse più simbolico che altro.
come morire, morire di continuo,
una riga dietro l’altra.
e lasciarsi infinitamente detti.

greta

Greta Rosso ha pubblicato due sillogi

http://www.ibs.it/libri/rosso+greta/libri+di+greta+rosso.html

il suo blog:http://strepitio.wordpress.com/

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