Trattieni me su queste cose non dette,
perdonami i moti silenziosi ripetuti – in requiem
e il capo del mondo – che s’alleva questo cuore tiranno
-ammaestrami nella forma più pulita
nello spergiuro sputato come tabacco
e sento di amarti nonostante questo becco
ben piantato al fianco, il sangue
e le lacrime spinte giù nella bocca
quanto della liturgia di un passato
resta
-spento come una sigaretta
in quest’accumulo di nostalgia

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