non rimanere immobile
perchè non basta il vuoto che lasci
non basta l’aria e il tuo pigmento
sono una croce con un chiodo di traverso
un ramo spezzato a cui ogni senso
non si piega, solo polvere come la memoria
e a nulla serve dirti che sei
spine del mio tacere

La notte dirige il vero delle cose,
le impercettibili voci dei meccanismi
che respirano nell’assenza dell’uomo, così,
il ronzio monotono di un distributore,
l’incomprensione nasale
dell’idrante rotto,
la gioia di un canestro disatteso,
il clamore delle insegne dei motel nel silenzio.
Sospesi, si resta
con l’imbarazzo della propria presenza,
evitando di muoversi con irruenza nelle nebbie,
si resta, favorendo una progressiva sparizione.

Emilia Barbato

torniamo alle origini
con un poco più avvitato
ai polsi
mi dimentico della tua voce
sotto coltri di pelle
sgranulo sguardi
sospirando alle ossa
e poi in un orgasmo di nuvole
siedo con le labbra poggiate al vetro
e tu al di là
sfuggente su strade di acciottolati domani

Soffocando, gridai: “E’ stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai”.
Lui sorrise, calmo, crudele
e mi disse: “Non startene al vento”.

A.Achmatova

Jenn Violetta
Jenn Violetta
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