senza le perturbazioni si anneriscono gli schianti
e avvolgo in carta oleata l’innumerevole distanza
-questo tossico arrangiarmi le vesti
appesa al filo che scuce correndo contro le nubi amaranto

a formare le mano a conca
il rapido evadere dalle ciglia
che smuove l’inverno – verso
un periodo d’isteria

ho pianto ogni volta che la voce ricordava il passo
ho sorriso sputando sui narcisi, a pelo del mare
ricordando-mi lo sbattere feroce delle vele salate
mentre da lontano tutto torna come una nuvola di ruggini

ph Salvatore Zafarana
di ph Salvatore Zafarana

on air: God is an Astronaut – Worlds in Collision

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