ordine delle cose [27]

l’abitudine all’inverno, in questo magma siderale disteso nel pelo d’acqua che mi sopravvive – addomesticare le cose e le voci, drappeggiarsi addosso una giornata qualsiasi per non disperdere altra aria – e ritrovarsi con un passato che masochisticamente chiede un taglio per tornare sul derma, nel bisogno raggiante di rimescolarsi alla fame e a quel gemere forte che strappava le lenzuola di ogni stanza che porto nella memoria e il presente in questo limbo che mi addormenta – un suono che distinguo fra le pareti lucide della mia voce e questo portento di figure che riemergono dandomi un destino meno oscuro

whiteredee

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