c’è una leggerezza in questa vita
e di tutto quello che ci siamo detti,
lo stomaco nel pieno silenzio dei bambini
il respiro che nasce dalle madri,
che scorre/corre sui ciottoli
di questa strada di mare
al rovescio

nel nostro inverno
anche le parole
sono rimaste intirizzite
ferme
come pietre
Emilio Paolo Taormina

dentro, ombre a parlarci di un nido di pietre
dove tacere una striscia di notte,
ogni preghiera la pelle sull’erba,
la veste che sbatte sulle cosce
e s’attorciglia legandoci in un tumulto
si disperdono i tuoi inverni e sono convinta che servirà
più tempo a riparare la memoria, dal tuo addio
appeso come un rovo sull’orlo dell’abito

nel sonno che non viene la pelle prende appunti
sposerei tutte le cose che ho fatto ad occhi chiusi
la finestra che da voce all’occasione di essere leggeri
molto prima che qualsiasi cielo ci chiamasse fuori
Alessandro Assiri

c’è una forma di stu¬pore nei tuoi occhi liquidi,
qual¬cosa che ancora non so tenere a bada, den¬tro,
in ogni forma ossea ed arco di pelle che non sazia il vento,
mi lima ai bordi come un taglio affret¬tato, una forma
di dolore adul¬te¬rata, mischiata all’amore che a bocca chiusa
mi deponi den¬tro la mia alcova d’umori
ho intra¬preso la corsa con il cuore agli argini,
l’imperfezione di un respiro che vibra nel silen¬zio
di una notte lat¬tea e la pelle si disarma, men¬tre
scorri lento nelle curve di un pen¬siero

Kasia Zmokla
Kasia Zmokla
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