So che da qualche parte, al mio posto vuoto, è rimasto
un uccello timido che canta instancabilmente
il canto immortale della nostra mortalità.

GHIANNIS RITSOS

restio alla pace è il mio respiro
l’aria come un sonoro schiaffone
piomba da bordi
e resta la luce sulle ciglia brizzolate
che la luna sconfina
nell’ingrata pelle espiantata
a circondarmi le braccia
non resta altro che il dolore
di una cosa che grida
come un tempo che non vuole tornare

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Io sono un sognatore; ho vissuto così poco la vita reale che attimi come questi non posso non ripeterli nei sogni. Vi sognerò per tutta la notte, per tutta la settimana, per tutto l’anno. Senz’altro domani ritornerò qui, proprio qui, in questo luogo, e proprio a quest’ora, e sarò felice ricordando l’accaduto.

Fëdor Dostoevskij

arriveranno a dirti che sei fragile
che dalle ossa non arriverai alla carne
ti diranno che c’è una balaustra
ed una nuvola che non avvampa
ti ricorderanno
che si fa sera in un pugno appena socchiuso
e ritarderai i gesti
l’impronta di un saluto
appoggiato alla tenera età del latte caldo che la sera
ti riporta madre
dentro una boccia di vetro e neve

l’alto¬mare della memo¬ria e dei rifiuti lam¬panti
l’inciviltà che la notte ti porta a mano
quando fuori tira un vento dolce,
e den¬tro c’e una calma assas¬sina
ogni buio e’ un buco di parole

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