Oggi sono 5 anni.

questo piccolo chicco di neve pronto a morire nel calore profondo di un tramonto di gennaio che non ha storie da raccontare ma solo un’anima che va e parte dallo sguardo liquido raccolto in quelle tue mani così fredde e bisognose – il cigolare netto dei carrelli delle medicine nei rimbombi dei macchinari e i flebo gocciolanti – la stanza silenziosa e solitaria – la calca delle speranze fuori dalla porta che si è chiusa con un tonfo e riportami ai piedi fra le braccia piccola a piangere per la tua vita assieme alla mia e riportami ancora la bellezza dei tuoi sorrisi di ogni anno trascorso con l’incupire dell’orizzonte e fatti di un sonno allungato come un ventre amniotico che ti darà sempre una memoria infinita – tutto questo si ripete nello scadere soffice della neve

[5 come una mano quella mano stretta a me]

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