come a farsi del male – la notte
fra le radici assegnate
canticchiando gli spazi
le sponde aperte del pensiero
numerate per materie
negandosi l’indice sulle labbra
a mimare l’orario
stipato nel taschino
veglia su veglia – scartate
andandosene nell’impasto
sillabato a specchio

lozenge

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