Dipendiamo dalle nostre nevrosi, tolte loro non c’è più nulla. Sogniamo di orbite
astrali e di un’idea fatta carne.

Gottfried Benn

appendi_mi gli occhi così nel dire fare
di una mano statuaria
un convesso nero, ricucito addosso
mi aderisce la bava di un fiume
fammi come aria mossa
nella testa che sbilancia l’orgoglio

Alain Janssens
Alain Janssens

restano onde a circondare le caviglie delle nuvole
– la salsedine fa impronte d’attesa
chiedo nomi da strappare alla sabbia,
ruggito d’addio nelle foglie sparse
– sulla bocca arrossata dai ricordi

“Il mio pensiero si allontana con un sorriso omicida lasciando che un’angoscia stridente gridi dentro la mia anima”

Sarah Kane

apro di me il torso
di te il polso e l’inverno
la preghiera che sale e assale
la gola
un poco dopo, nel mentre che andiamo
e la mano, alta_
si scompone in tremito
che richiede pentimento dal sangue
ordine/disordine, un cuscino di pioggia si scioglie
sulle pupille e allaga il tiepido brontolio del corpo
supereremo questo scroscio di silenzi, ancora
come sempre in un eterno ritorno di rime
un rimbombo percuote le dorsali del mio ventre
una ruvida dislocazione del tuo verbo, farsi nervo

Quando se ne è andato
di lui mi è rimasto
solo me stessa.

Hoda Ablan

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