Non diceva parole, ascoltava soltanto un corpo interrogante, ignorando che il desiderio è una domanda per cui non c’è risposta, una foglia il cui ramo non esiste, un mondo di cui il cielo non esiste.
L’angoscia si fa strada tra le ossa risale per le vene, erompe nella pelle, in zampilli di sogno, fatti carne che interroga le nubi.
Qualcuno che ci sfiori, uno sguardo fugace tra le ombre bastano perché il corpo s’apra in due avido di ricevere in se stesso, altro corpo che sogni; metà e metà, sogno e sogno, carne e carne, uguali in figura, in amore, in desiderio.
E sia pure soltanto una speranza, perché il desiderio è una domanda la cui risposta nessuno conosce…

Luis Cernuda

capirli gli affondi di gambe
i piedi a balzare
sui fili d’erba
e la luna s’affaccia nel rigore
di una ciglia morbida
come ciniglia

un balocco di passi
l’acqua e le pozze
il tonfo della fragilità

nel ricoprire un sorriso
come una stagione
di candide spianatoie – di ricordi

[poesia n. 29] (2010)

le nostre dita lentamente. e le mani in una struttura
complessa di accelerate solitudini. la concretezza
di una probabilità su nessuna probabilità. il tema
pallidissimo delle braccia. le A delle nostre gambe
divaricate ed il loro modo di scrivere ti scriverò. i rami
senza traiettoria che cadono dalle foglie. gli indumenti
in un pomeriggio di sole bagnati dal vento. le lingue che
ci percuotono la volta piovosa dei palati. il montaggio terreno
di una sera bianchissima. i polsi analfabeti che si raccomandano
alla pelle delle labbra. un’opera d’arte mai presa in
considerazione che assume la ben nota forma
della nostra bocca, senza precedenti e lentamente

Pier Maria Galli

io di questo nutrimento resto nuda fino all’osso così inerpicata che il sangue si reprime sulle stesse parole
tornami così con la memoria intatta-amore folle spalmato nella paura
raccontami l’inizio, ricorda(ti) il tripudio scivolato sotto gli zoccoli della notte
un profumarsi le dita di ogni nulla che albeggia quando una torre crolla alle 9

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