precedono le ombre
-ora
ogni giro di respiro,
infetterai anche la parte molle,
quella espulsa dai denti,
nel dolore rapido sulla soglia ferrata
inespresso il turgore,
la calda appartenenza
in questa estate sfuocata,
nella chiarezza
resta solo una schiena
salvata dal dolore

la pelle sbiancata
ossigena
at_terra
il gesto contorto
del verbo

Sentiva che lo spirito di lei era ovunque, simile a nebbia che avvolgeva lo stagno e si sollevava in un pianto silenzioso nella notte scura e visibile e nello spazio invisibile che andava al di là della sua comprensione, nella fredda verità argentata delle stelle.

Andre Dubus, Il padre d’inverno

e chiedo che sia presto giorno
per ricucire i dettagli
nella rapidità che si ripete
piove solo da ieri
nelle scuse trascritte
quando il vento sbatte la porta
prego la tremenda riga di cemento – come terra
nel tremore scucchiaiato dalla morte
la possessione di una particella

Tempesta e poi tempesta sul tremolio dei fiori: nella prima
frustata di vento sopra i verdi, ho annusato con l’odore delle erbe
di pioggia l’odore denso d’amore,
come se amore mi fosse il peso intero di un cielo sulla tenerezza di un fiore.

Pierluigi Cappello

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