– L’ho persa.
– Che hai perso?
La nonna setaccia la strada come se sapesse cosa cercare.
– La neve.
Le loro orme si assomigliano, e la nonna non se n’è accorta.
– Ma che dici? Guarda, è tutto bianco.
Papà le ha portate in abruzzo. Il nonno è rimasto a casa.
– Ce l’avevo in tasca, – singhiozza Milena.
Anche la nonna singhiozza: è il suo modo di ridere. Ride così forte che scappa da ridere anche alla bambina: piange e ride insieme, la nonna si diverte un sacco. Poi si ricorda delle macchie umide sul giaccone e smette. Una pacca innocua sul sedere, le prende la mano, la porta con sé.
– Non l’hai persa, Milena. Si è sciolta. La neve non dura, è acqua.
Le loro orme si assomigliano e hanno sporcato la neve.
– Volevo portarla a casa.
La nonna cerca qualcosa in borsa.
– Per farci che? – si soffia il naso.
– Per quando tornava la mamma. Così gliela davo.

Rosella Postorino da “Il corpo docile”

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