Senza il perdono delle acque non posso vivere. Senza il
marmo finale del cielo non posso morire.

Alejandra Pizarnik

resisterei in questo volentieri mimato a braccia larghe
lo scantinato raccoglie le memorie in avvenire
si veste di tulle e mostra le gambe condizionando
anche la più atroce delle domeniche
il tuo viso appoggiato al mio
è una nebbia – che non mi contiene

“Follow me down to the valley below You know Moonlight is bleeding from out of your soul”
Porcupine Tree

la pesantezza di un corpo caldo
voce bassa nei cunicoli delle parole
lenta come una fatica assiepata –
nella cavità ossea
del mio sguardo

Siamo tutti scalzi, aestella, in questo spazio siderale, tutti in debito di scarpe da un padre, da una madre che preghiamo ci insegni a stare in piedi fino a cent’anni. Dicono che le scarpe siano la prima cosa che si sfila dal nostro corpo quando moriamo e non l’anima come ci piace pensare.

da aestella, – Daniela Andreis

turbine d’acqua in_costante
attraverso un costato
e un piede mosso a mezz’aria
la bocca non dice
e fluisce in questo affluire
tu e quel bordo d’acqua liso
nel triste avvento di un moto di polvere
a scendermi dalla voce
in un tempo che non ricama silenzi

Svetlana Solodovnikova
Svetlana Solodovnikova
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