«Non ho mai dimenticato il momento in cui ho lasciato la facoltà e ho capito che tutti i treni erano partiti».
«Lo so,lo so,» dice Chantal,che questa storia l’ha già sentita parecchia volte
«ma come puoi paragonare il tuo piccolo fallimento alle vere disgrazie di un uomo ridotto ad aspettare che un passante gli metta in mano qualche spicciolo?».
«Non è un fallimento rinunciare agli studi,ma quello a cui ho rinunciato allora erano le mie ambizioni. Da un giorno all’altro,sono diventato un uomo senza ambizioni.
E avendo perduto le mie ambizioni,mi sono ritrovato ai margini del mondo- e quel che è peggio,non avendo alcuna voglia di essere altrove. Tanto più che non ero affatto minacciato dalla miseria. Ma se non hai nessuna ambizione,se non sei avido di successi e di riconoscimenti,allora sei uno che vive sull’orlo del baratro. E io,lo riconosco,ci vivo assai comodamente. Ciò non toglie che è proprio sull’orlo del baratro che io vivo. Il che significa,senza esagerare,che sto dalla parte del mendicante e non dalla parte del padrone di questo magnifico ristorante che tanto mi piace».

— Milan Kundera,L’identità

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