Sono impetuosa e perversa, la mia legge è il piacere
Ho visto le stelle brillare tutta la notte tra gli schiaffi delle onde.
Lasciale andare, può darsi che muoiano presto. Umiliate.

Joyce Mansour

ora – io di te – bambina
a giocarmi pelle nella cavità ossea
restarmene in fondo alla scatola
con questo cranio in affitto e striminzito
soffiato dal vento
in alcuni esempi portati a mano
dentro l’anno che si rincorre
nel derma

Sono spezzata in due
ma io conquisterò me stessa.
Io riesumerò l’orgoglio.
Io prenderò le forbici
e amputerò la mendica.
Io prenderò il piè di porco
e in me scassinerò
i pezzi di Dio scassati.
Come un enorme puzzle
Lo ricomporrò,
con la pazienza del giocatore di scacchi.

Anne Sexton

la pienezza dei toni – racchiusi
rifiutare i controlli
precipitando dai gusci
universi stracciati come carta
ed io mi consegno
nell’incerto singhiozzo
che la tua voce ribadisce,
ti ricordi di lacrimare
nell’andare e venire che si perde addosso
in una costante asettica
inclinati nell’adesso come
un feto sottocontrollo
emo/statico

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