prestabiliti i disegni e le bocche morbide
scendo la voce fra le dita accartocciate
sull’infezione che perdura in un serpeggiante
scivolìo che ti fa briciola di sassi
scollegare l’impulso di liberarmi dai miei dolori
nella mattina assolata riparata dalla foglia
come adamo prima di sputare sul piatto
di una velata immaginazione
l’ancheggiare soporifero di eva
ti macchiò d’erezione il silenzio

amorevolecura4

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